Temi

Analisi SWOT dell’area (Punti di forza, debolezza, opportunità, minacce)

ANALISI SWOT DEL TERRITORIO DI RIFERIMENTO E INDIVIDUAZIONE DEI FABBISOGNI PRIORITARI

 

 

Scala di rilevanza
1 Nulla o molto bassa 3 Medio-alta
2 Medio-bassa 4 Alta

 

 

ANALISI SWOT

PUNTI DI FORZA

(Fattori interni al territorio)

Rilevanza

Elevata professionalità e know how degli operatori della pesca nelle marinerie del territorio

3

Ricchezza culturale del territorio di riferimento e del suo entroterra

2

Esistenza di eccellenze enogastronomiche ampiamente riconosciute sul territorio

3

Prodotti ittici di stagione quali elementi centrali e identitari suscettibili di valorizzazione

3

Porti e zone di sbarco strettamente connesse al centro urbano, che ne facilita l’integrazione al contesto di riferimento

4

Territorio del FLAG facilmente accessibile tramite le principali direttrici stradali e ferroviarie

4

Presenza sul territorio di n. 2 Aree SIC (S. Benedetto del Tronto e Grottammare) e di una terza potenziale area SIC nel Comune di Pedaso

4

PUNTI DI DEBOLEZZA

(Fattori interni al territorio)

Rilevanza

Stagionalità elevata della materia prima

3

Spiccato individualismo e divisioni tra gli operatori e gli attori nel settore e nel territorio

4

Frammentarietà delle iniziative finora intraprese per valorizzare il settore della pesca

4

Scarso valore aggiunto intercettato dalla produzione primaria lungo la filiera ittica

3

Limitato orientamento al marketing da parte degli operatori del comparto

2

Scarsa propensione all’innovazione da parte degli attori del settore

3

OPPORTUNITÀ

(Possibilità che vengono offerte dal contesto e possono offrire occasioni di sviluppo)

Rilevanza

Valorizzazione ambientale ed economica delle aree SIC “Siti di interesse comunitario”

3

Sensibilità crescente della pubblica opinione verso la sostenibilità ambientale

3

Presenza sul territorio di know-how e tecnologie innovative per lo sviluppo digitale del comparto (Pesca 4.0) e del territorio (Smart)

3

Crescente sensibilità verso la sostenibilità ambientale e possibilità di integrazione tra “Green Economy” e “Blue Economy

 

4

Multifunzionalità del prodotto ittico locale come leva per la diversificazione e replicabilità delle best practices

3

Riqualificazione delle aree portuali e di sbarco per una maggiore integrazione con l’area urbana delle città costiere ed un loro migliore utilizzo per la comunità

4

Esempi virtuosi di “contaminazione” del settore ittico con altri settori, in termini di trasferimento di know-how ed innovazione commerciale, organizzativa e di marketing

3

Collegamento e sinergie con l’entroterra e con i Paesi dell’altra sponda dell’Adriatico

3

MINACCE

(Rischi da valutare e da affrontare, perché potrebbero peggiorare e rendere critica una situazione)

Rilevanza

Progressiva denaturalizzazione dell’ambiente marino

3

Effetti della crisi economica generale sui consumi di prodotto ittico

3

Progressiva riduzione della marineria locale e potenziale rischio di dispersione del know-how (capitale “sociale”)

4

Passaggio generazionale difficile a causa della scarsa attrattività del settore primario della pesca

4

Aumento delle importazioni di prodotto ittico (di scarsa qualità ma indifferenziato rispetto al pescato locale)

3

Stock ittico in progressiva riduzione, a meno di interventi correttivi specifici

4

Attività della piccola pesca in crescente difficoltà

3

 

 

Descrizione dei punti di forza

 

Il territorio del FLAG MARCHE SUD, sia nella sua conformazione geo-fisica che dal punto di vista economico, rappresenta un territorio omogeneo e complementare che ha diversi punti di forza:

1. Elevata professionalità e know-how degli operatori della pesca e delle marinerie del territorio – che costituisce un vero e proprio capitale “sociale” della comunità di pesca da salvaguardare, valorizzare e tramandare alla future generazioni, in quanto identifica il territorio.

2. Ricchezza culturale del territorio di riferimento e del suo entroterra – che si compone di eccellenze monumentali, paesistiche e culturali (con un gran numero di musei e di attività culturali), con associazioni locali che organizzando diverse attività culturali che ne valorizzano il territorio.

Il contesto territoriale nel quale si opera è elemento fondamentale per la capacità di innovazione e risulta determinante anche nella gestione dei processi di riconversione economica, avendo la possibilità di agevolare, accompagnare, gestire le sfide ed i cambiamenti in atto.

3. Esistenza di eccellenze enogastronomiche ampiamente riconosciute sul territorio – dai singoli prodotti tipici locali, alle ricette della tradizione marinara e del territorio, apprezzate e conosciute a livello nazionale.

4. Prodotti ittici di stagione quali elementi centrali e identitari suscettibili di valorizzazione – si pone particolare attenzione ai prodotti ittici di stagione, non solo per una valorizzazione dell’area, ma soprattutto in un’ottica di salvaguardia della fauna locale, prediligendo periodi di “fermo pesca” strategici per la loro ripopolazione e crescita

5. Aree portuali strettamente connesse al centro urbano – in tutti i comuni del FLAG MARCHE SUD, la vicinanza del centro abitativo e delle principali aree di passeggio al contesto e all’area portuale rappresenta un elemento determinante per favorire l’integrazione del territorio e agevolarne la fruibilità

6. Territorio del FLAG facilmente accessibile tramite reste stradali e ferroviarie – dal punto di infrastrutturale, possiamo dire che l’intero territorio del FLAG Marche Sud risulta facilmente accessibile tramite le principali direttrici nord-sud della rete autostradale e ferroviaria, che collega a meno di 45 minuti, il territorio ai principali aeroporti della zona (Ancona e Pescara).

7. Presenza sul territorio di n. 2 aree SIC e di una nuova proposta di area SIC – I siti di interesse comunitario, attualmente presenti sul territorio sono localizzati: a San Benedetto del Tronto, in prossimità della Riserva Naturale Sentina e a Grottammare nei pressi dello scoglio di San Nicola. La 3° area SIC, verrà proposta per l’area antistante il faro di Pedaso, queste aree saranno fondamentali per la salvaguardia della fauna marina per il ripopolamento del prodotto ittico locale.

 

 

Descrizione dei punti di debolezza

 

Il territorio del FLAG MARCHE SUD mostra alcuni punti di debolezza che occorre, ove possibile limitare e in alcuni casi del tutto da eliminare, quali:

 

1. Stagionalità della materia prima – che ne determina una limitazione e da cui ne scaturisce una programmazione dello sforzo di pesca che non sempre riesce a rispondere con efficacia con la richiesta del mercato, ma soprattutto con la salvaguardia dello stock ittico locale

2. Individualismo e scarsa coesione tra gli attori nel settore e nel territorio – la scarsa coesione da parte di tutti gli operatori del settore, con la crisi, si è amplificata a scapito dell’attività locale: è fondamentale raggiungere una massa critica importante per favorire la ripresa e lo sviluppo del settore e del territorio di riferimento, facendo sistema e condividendo scelte e programmi

3. Frammentarietà delle iniziative finora intraprese per valorizzare il settore della pesca – anche in conseguenza a quanto sopra, che comporta la realizzazione di piccoli interventi che da soli non sono in grado di apportare miglioramenti significativi, ma che comportano una dispersione di risorse economiche.

4. Scarso valore aggiunto intercettato dalla produzione primaria lungo la filiera ittica – il prodotto ittico locale (per esempio: vongole, cozze e pesce azzurro), ha una ridotta marginalità, pertanto sarebbe opportuno spostare l’attenzione sulla componente di “servizio” per aumentarne il valore e garantire alla filiera ittica una maggiore redditività.

5. Limitato orientamento al marketing da parte degli operatori del comparto – ciò si traduce in una limitata capacità di mettere in evidenza e di comunicare i propri punti di forza e di valorizzarli a livello economico, ma anche come leva di attrazione dal punto di vista del turismo.

6. Scarsa propensione all’innovazione da parte degli attori del settore – l’innovazione tecnologica, applicata al settore, può diventare la propulsione al cambiamento di cui il comparto oggi necessità, per far fronte all’invecchiamento della forza lavoro, all’aumento della componente straniera e alla poca attrattività delle attività marinare per i giovani, che determina il problema del mancato ricambio generazionale.

Descrizione delle opportunità

 

Da un’analisi dei punti di forza e di debolezza del territorio, appena descritti, è stato possibile ragionare in chiave strategica sul territorio del FLAG MARCHE SUD ed individuare una serie di opportunità che sarebbe opportuno perseguire e valorizzare:

 

1. Valorizzazione ambientale ed economica delle SIC (Siti di interesse comunitario) - purché sia garantita la sostenibilità ambientale, economica e la compatibilità con le attività ittiche. Ciò significa migliorare la gestione di queste aree dal punto di vista ambientale, sfruttando la protezione e la tutela per favorire il ripopolamento dello stock ittico locale e la possibilità di sfruttare queste aree come attrattore turistico e culturale per tutto il territorio di riferimento.

2. Presenza di know-how e tecnologie innovative per uno sviluppo digitale del comparto (Pesca 4.0) e del territorio (Smart) – la possibilità di implementare un know-how disponibile sul territorio, che favorisca l’utilizzo e lo sviluppo di tecnologie innovative e digitali nel comparto. Ciò comporterebbe un ammodernamento del settore e l’introduzione di elementi attrattivi per una forza lavoro più giovane, creando nuova motivazione per la ripresa e lo sviluppo.

3. Crescente sensibilità verso la sostenibilità ambientale e possibilità di integrazione tra “Green Economy” e “Blue Economy” – con l’obiettivo di ottenere maggiori risultati dal punto di vista ambientale, dalla tutela si passa al concetto di rigenerazione degli ecosistemi, in particolare di quello ittico, attraverso il riuso/riciclaggio di risorse quale valore per l’ambiente ma anche per l’economia locale.

4. Multifunzionalità del prodotto ittico locale come leva per la diversificazione e replicabilità delle best practices – attribuire nuovo valore al prodotto ittico locale, attraverso lo sviluppo di un utilizzo alternativo, con una maggiore componente di servizio, affinché sia possibile aumentarne la marginalità e quindi la redditività del comparto. È importante analizzare il territorio di riferimento, ma non solo, per individuare delle best practices che possono rappresentare delle novità e degli attrattori da implementate sul territorio per favorire la ripresa del comparto.

5. Riqualificazione delle aree portuali – attraverso il ridimensionamento e la conversione dell’area portuale si va ad intervenire sulla sua integrazione di tutta l’area con il tessuto sociale degli abitati, favorendo l’implementazione di luoghi di scambio, di esperienze e attività commerciali, strettamente connesse con le attività marinare ed il suo indotto.

6. Contaminazione con altri settori – esistono esperienze virtuose, anche nel territorio, di collaborazione e “contaminazione” tra il settore ittico ed altri settori, grazie alle quali è possibile introdurre innovazione organizzativa e di marketing nella pesca ed acquacoltura. Tali esperienze sono best practices da seguire per dare maggiore attrattività al comparto ittico

7. Collegamento e sinergie con l’entroterra e con i Paesi dell’altra sponda dell’Adriatico – (cultura, enogastronomia, turismo) nell’ambito di un sistema coordinato di offerta turistica e cooperazione internazionale, in un contesto di relazioni positive ed intense di scambio e collaborazione.

 

Descrizione delle minacce

 

Dal punto di vista strategico, è opportuno operare tenendo in considerazione le minacce rilevate sul territorio, di seguito descritte:

1. Progressiva denaturalizzazione dell’ambiente marino – a causa dell’antropizzazione delle coste e della pressione demografica (specie nei mesi estivi). La zona costiera, infatti, rappresenta un valore da difendere poiché fa parte dell’economia locale ed è un sistema estremamente delicato, sul quale si concentrano usi e interessi molteplici che a loro volta generano forti pressioni sulle varie componenti ambientali, la cui gestione è divenuta critica a causa di uno sviluppo del territorio che non è stato mantenuto entro i limiti della tolleranza.

2. Effetti della crisi economica generale sui consumi di prodotto ittico – Il perdurare della crisi economica, che ha costretto le famiglie a tagliare sui consumi alimentari con evidenti ricadute anche sul target qualitativo dei prodotti acquistati, coinvolge a pieno titolo i prodotti ittici.

3. Passaggio generazionale difficile a causa della scarsa attrattività del settore primario della pesca -  il progressivo invecchiamento pone un grave problema di ricambio della forza lavoro, a fronte di un’attività che non esercita un particolare fascino sulle nuove generazioni come dimostrato dal fatto che tra il personale imbarcato c’è una limitata presenza di giovani ed un crescente numero di lavoratori stranieri

4. Attività della piccola pesca in crescente difficoltà – Oggi i pescatori cercano di andare avanti con attrezzi della tradizione inadeguati rispetto alle tecnologie moderne. C’è bisogno di mettere in atto uno sforzo tecnologico per fare in modo che gli attrezzi selettivi utilizzati nella piccola pesca diventino attrezzi selettivi in grado al tempo stesso di catturare un quantitativo di risorse economicamente valido per poter lavorare.

5. Stock ittico in progressiva riduzione – scelte sbagliate hanno compromesso irreparabilmente l’equilibrio fra la capacità di ripopolamento del nostro mare rispetto allo sforzo di pesca praticato e in larga parte hanno determinato quel fenomeno di desertificazione dei fondali con il quale i pescatori sono oggi costretti a misurarsi. Tale riduzione è accentuato dal crescente inquinamento ambientale, il depauperamento della fauna ittica che ha determinato una consistente riduzione del pescato sia in termini quantitativi, che qualitativi.

6. Aumento delle importazioni di prodotto ittico – la pesca locale non riesce a soddisfare la domanda di prodotto fresco espressa dalla ristorazione e dall’industria di trasformazione locale, determinando un crescente flusso di importazioni dall’estero, di scarsa qualità ma indifferenziato rispetto al pescato locale.

 

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